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L'equalizzatore, spesso abbreviato in EQ, deve il suo nome probabilmente alla necessità di rendere uguale di volume di tutte le frequenze della banda udibile a cui i primi apparecchi erano indirizzati. Tanti anni fa si preferiva modificare l'emissione delle elettroniche per ottenere una risposta in frequenza piatta a scapito, come si è visto poi, di tanti altri parametri forse più importanti. Sicuramente, per gli appassionati di Hi-Fi degli anni 60, tra le principali ragioni per cui si acquistava un equalizzatore c'era quella di compensare le carenze e le eccedenze di certi altoparlanti e di ambienti domestici con una curva di controllo esattamente opposta a quella normalmente ottenuta. Risultato: gli altoparlanti avevano una vita breve, le rotazioni di fase compattavano il segnale sonoro e tutto suonava ancora più falso. Era talmente di moda che molti degli amplificatori integrati o preamplificatori ne avevano uno già sul pannello. All'epoca non se ne sapeva un granché di fasi e distorsioni varie e sembrava la soluzione più ragionevole da adottare. Di man di mano che l'umanità si è evoluta i difetti che senz'altro sopravanzavano i pregi ne hanno determinato il declino e la miriade di apparecchiature di marchi senza scrupoli hanno dato il colpo di grazia a questa passione tanto nobile quanto maniacale… L'uso professionale dell'equalizzatore invece vedeva vari impieghi, dalla limitazione della banda passante per le trasmissioni radiotelevisive alla correzione degli ascolti, similmente al settore Hi-Fi ma seguendo criteri più specifici, alla correzione a piacimento di suoni e strumenti musicali.
Il tempo passa e le cose trovano il loro naturale equilibrio. Così è per la natura e così è per le tecnologie. Oggi l'equalizzatore serve per il sound designing e per correzioni altrimenti non risolubili, per correggere il bilanciamento di un mixaggio in fase di mastering e come effetto creativo.
L'equalizzatore è composto di filtri che si ripartiscono una fetta di frequenza in maniera esclusiva, una volta separata la banda sonora, sono in grado di gestirne il livello sonoro con il conseguente ribilanciamento dello spettro armonico totale. Gli equalizzatori si dividono in due principali famiglie: Grafici e Parametrici, i primi hanno le frequenze di intervento dei filtri fisse, gli altri mobili, ovviamente per la delizia di una maggiore offerta sul mercato si sono visti sia i paragrafici che i semiparametrici, riduzioni di chiara derivazione dalle due famiglie principali.
I filtri possono lavorare in vari modi, Passa-Banda che è quello comunemente usato in forma fissa dagli equalizzatori grafici, in forma a frequenza regolabile in quelli paragrafici, in forma a frequenza e larghezza di banda regolabili da quelli parametrici e dai canali centrali di quelli semi-parametrici; Passa-Basso che è un filtro che esclude tutte le frequenze sopra a quella di taglio, Passa-Alto che è un filtro che esclude tutte le frequenze al di sotto di quella di taglio e Shelving che sono i filtri che generalmente si applicano sulle frequenze ai lati della gamma e che si trovano comunemente su molti degli apparecchi con una regolazione dei Toni ma anche sugli apparecchi Hi-Fi, sulle TV o anche alle due estremità di un equalizzatore.
A causa dei filtri ad alta pendenza, necessari per tagliare in fette la gamma sonora, le porzioni sottoposte ad intervento subiscono un leggero ritardo rispetto alle altre. creando contorte rotazioni di fase, che va ricordato vengono annoverate tra le maggiori responsabili della perdita di definizione e della compattezza del segnale sonoro. Ecco perché, lavorando male, cioè con interventi troppo pesanti, e con apparecchi troppo economici, alla fine della correzione, il suono finisce con l'essere peggiorato rispetto all'originale.
In realtà però alcuni equalizzatori hanno proprio in questo difetto il loro maggior pregio, vedi mixer e channel-strip di alto livello, per non parlare degli equalizzatori ad alta definizione come: Sontec, Prism, Massenburg, Millennia, Manley e Avalon, tanto per citarne alcuni, e i vintage ITT e GML.
Esistono tuttavia, ma solo in versione digitale, equalizzatori, come alcuni modelli della Weiss, a coerenza di fase, dove cioè le bande che subiscono meno trattamenti vengono ritardate del tempo necessario per uscire in fase con le altre ma, sebbene tecnicamente sia il sistema più corretto, non sempre il risultato è apprezzato, non per carenze particolari ma solo per la loro mancanza di personalità, manca un po' il sapore dell'equalizzazione a cui siamo abituati, sono perciò altamente consigliabili ma meglio se affiancati da un modello analgico.
Ultima categoria da menzionare è sicuramente quella degli equalizzatori dinamici, ad esempio ancora qualche modello digitale della Weiss, in realtà è un altro modo per chiamare i compressori multibanda, perché di base il loro intervento li fa rientrare in questa categoria. Il loro impiego può dare dei risultati interessanti, trattando il segnale in maniera diversa a seconda del livello sonoro.
Ovviamente anche il mondo virtuale ha da dire la sua e la scelta è davvero infinita con ottimi modelli, ben suonanti e davvero completi; inoltre per sua natura il mondo virtuale ha il dono di proporre anche delle ottime emulazioni di famosi equalizzatori vintage altrimenti introvabili come alcuni degli equalizzatori presenti nella scheda DSP della UAD-1, i Pultec della Bomb Factory in formato RTAS e TDM e i Waves, nativi o TDM, della serie Renaissance, ecc. Interessanti, sempre della Waves, anche la serie oro, tutta a coerenza di fase completata anche da un modello di equalizzatore dinamico.
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