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DIGITALE & ANALOGICO

Non molti anni fa quando il mondo dell'audio conosceva solo tecnologie analogiche, i primi microchip iniziarono ad inocularsi nelle nostre macchine analogiche, ed il digitale, neppure troppo silenziosamente, iniziò a trasformare gli outboard e gli strumenti musicali elettronici in apparecchi a controllo numerico e conseguentemente a generazione numerica.
I processori impiegati (DSP, acronimo di Digital Signal Processor) avevano limitate ma ultra specifiche istruzioni, un vantaggio per la qualità del lavoro svolto.
Le capacità audio dei DSP erano incomparabili, basti pensare a prodotti della Lexicon o della Eventide che grazie alla qualità audio e soprattutto al loro costo di acquisto erano segno di distinzione e vanto dei soli studi professionali, lo stesso dicasi anche per i modelli 3200, 6400 e 9600 della N.E.D. Synclavier e del Fairlight CMI III, sistemi di campionamento e hard disk recording davvero esclusivi, seguiti a breve distanza dai primi sistemi della Digidesign.

Ovviamente appena i processori dei personal computer, dapprima soltanto i MacIntosh della Apple, divennero sufficientemente potenti da poter assolvere anche le funzioni di un DSP assistemmo alla nascita del mondo virtuale, la riproduzione su computer degli outboard e degli strumenti musicali. Di questo un largo merito va riconosciuto alla Steinberg, genitrice della tecnologia VST (Virtual Studio Technology).

Sebbene i primi esperimenti lasciassero stupiti tutti gli addetti ai lavori, nessuno si sarebbe comunque sognato di smaltire le proprie macchine in carne ed ossa per rimpiazzarle con dei cloni su software, per cui, visti i costi, ma anche le prestazioni, minori, divenne dominio di ambienti amatoriali o al limite semi-professionali.

Con l'affinarsi delle tecnologie, migliorate in pochi anni in maniera esponenziale, quasi la totalità degli studi professionali sono passati totalmente prima al digitale e poi hanno abbracciato anche il virtuale, con l'uso o meno di schede supplementari basate su DSP tipo Protools, TC Works, UAD, Creamware o Waves, senza neppure rendersene troppo conto.

Tra i vantaggi del virtuale sicuramente il minor investimento, il minor ingombro, e la maggior comodità d'uso: salvare e riaprire una sessione in una DAW è un'operazione talmente semplice e completa di tutte le impostazioni da non avere rivali su qualsiasi piano; per di più, con cifre ridicole ai tempi dell'analogico, oggi è possibile realizzare degli studi di altissimo livello con il solo uso di un computer corredato dei giusti software e pochissimo hardware.

Come sempre però la verità sta nel mezzo e dopo la prima euforia, col diradamento delle nebbie sprigionate dai roventi entusiasmi, è stato riscoperto il valore di certi outboard analogici sia a stato solido, con componenti discreti, che valvolari.
Completare con outboard analogici e valvolari un sistema DAW sembra oggi davvero il miglior modo per produrre audio ad alta qualità e con dei costi tutto sommato ragionevoli.

Links

http://www.vintech-audio.com/
SMAP - San Marino Audio Project S.r.l.